Cangrande premia il Monferrato

Data evento: 14-04-2017
In cantina di Paolo Massobrio, l’articolo pubblicato sulla Stampa a chiusura del prestigioso Vinitaly sulla nostra azienda.

In occasione di Vinitaly e del prestigioso premio Cangrande che la Regione Piemonte ha deciso di assegnarci, il famoso critico e giornalista enogastronomico Paolo Massobrio è venuto a farci visita in cantina. Era un pomeriggio di primavera e la nostra accoglienza, tutta al femminile, dopo aver raccontato di noi e del territorio, si è incentrata sulla degustazione dei vini, e ne è seguita una fascinazione reciproca. Così le sue parole:  “…ho trovato una bella famiglia, fra le colline del Monferrato di Ozzano, ma soprattutto ho visto e assaggiato vini superbi che danno l’idea di quale sia l’impostazione e il futuro di questa terra.”

Dopo essersi soffermato sul nostro percorso professionale, ne traccia un futuro parlando di noi fratelli e dei nostri vini, grignolino, barbera, freisa, nebbiolo, malvasia e arneis “che poco spazio lasciano a tendenze modaiole.”

E seguita: “Vini superbi. Il Grignò è il loro Grignolino 2015 fantastico, che ti offre amarena e grafite, acidulo, tannico, vero. Il 2014 ha colore buccia di cipolla e la tendenza ora è fare il Grignolino invecchiato che sfiora il piacere dei grandi pinot noir (si chiama Grignòld, affina 36 mesi in carati).”

Cambiando vino: “Eccellente il Monferrato Freisa Lilàn che ha note di lampone e cassis.” Poi, passando alle Barbere: la Mossa, frizzante, da pane e salame, la Barbera del Monferrato Evoè 2015 che ha note minerali marcate: è acidula e tannica.” Ma la Barbera che più ha fatto breccia nel suo cuore e nel suo palato di indubbio intenditore è stata quella del Monferrato Superiore Convivium 2011, da lui definita: “una cosa enorme”, “ un rosso straordinario, ampio, speziato, rotondo, di fattura contadina. Io non finivo di annusarlo e assaggiarlo: immenso. Ecco a quali vertici sa arrivare il Monferrato superiore.”

L’epilogo del suo articolo è tutto per il nebbiolo, con un avvertimento e un parallelo che affascina: “Ma attenzione, perché qui viene bene anche il nebbiolo: il Monferrato Rosso Lìbet ha eleganza e al profumo sembra uno Chanel n. 5: senti la viola e la pesca e ti accarezza la sua tannicità”.

In conclusione, elogi non solo alla Cantina Beccaria, ma anche al nostro “Grande Monferrato!”